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domenica, 17 giugno 2007

Corre il 6 ottobre 2004: l'intro la trovate qui.

ATARU E LA FIGLIA DEL COMMERCIALISTA

ovvero

la prima volta che Ataru perse decisamente la testa per una femminuccia

( on the air: Prodigy - Girls )

Correva il lontano millenovecentottantotto. Il mese di settembre per la precisione. Ataru era un giovine tredicenne un po' sovrappeso, senza occhiali, ma già avviato verso la cecità e con quei baffetti sfigati che cominciano a venirti quando stai crescendo, che poi non sai mai se tagliarli o no perchè hai paura di farti male con qualsiasi tipo di rasoio. La mamma e la nonna del nostro eroe, decisero che quel giorno era adatto per andare a trovare la mamma del commercialista. Anche i vampiri hanno una madre. Era amica di famiglia, ma di un acido assurdo. Ataru sapeva bene, e gli rodeva, che quel giorno, la Roma giocava contro il Norimberga, il primo turno di coppa Uefa. E c'era curiosità intorno ai due brasiliani Renato e Andrade, che avrebbero affiancato il tedesco volante Rudi Voeller. C'è da dire che in seguito, Renato si trombò mezza città e lascio tracce di sè solo tra le lenzuola delle pulzelle romane, mentre Andrade fu il capostipite della moviola in campo. Nel senso che lui si muoveva a rallentatore. Ma nella testa del giovine sprovveduto, c'era solo quella partita. Allo stadio Flaminio poi, un passo da dove abitava la vecchia. Ovvero Collina Fleming, posto chic di Roma Nord. Si giocava al Flaminio perchè l'Olimpico era in ristrutturazione per i mondiali del novanta e l'allenatore di quella Roma grintosa era il vecchio Gigi Radice. Ma non divaghiamo. Ataru, da sempre segretamente innamorato di Arianna (cosa che portò avanti fino all'ultimo anno di liceo, quando si sputtanò poco e male), sapeva bene che la parola innamorato equivaleva a dire sì mi piace, ma vabbè. A proposito tra pochi giorni, Arianna compie trent'anni. Pure lei bilancia, vabbè. Poi certo, la cuginetta era più di una tentazione, ma era cuginetta. Richiudo parentesi. Ataru dunque pregustava la partita. La vecchia disse infatti che si poteva accendere la televisione. Ma che prima, avrebbe chiamato su Annalisa. La nipote che abitava al piano di sotto. Dai dai così la facciamo conoscere a Simone. Simone voleva solo vedere la Roma, cazzo! La partita era lì lì per cominciare e Annalisa non saliva. Ataru pensò di essersi salvato, forse ormai non sarebbe più salita e vaffanculo, c'era solo il tedesco che volava. Driiin. Tragico campanello della porta. No no no, cazzo! E' arrivata la ragazzina rompicoglioni! Aveva, c'è da dirlo, un paio d'anni meno di me. Fu così che si presentò una bimba bionda, un po' ricciolina, alta, pantaloncini cortissimi, gambe abbronzate, occhi intensi. Ataru lì per lì era ancora preso dal rodimento di culo. Sapeva che lei, mai e poi mai si sarebbe messa lì a guardare Andrade, Renato e il Norimberga. Neanche er principe Giannini poteva farle cambiare idea. Voleva uscire infatti. E voleva che la accompagnassi lì intorno. Io? Ma perchè? Cazzo, io? In effetti nei paraggi non c'erano altri bambocci paffuti con quei dannati baffetti da sparviero. Passeggiata e boati dallo stadio. Chissà che succede, pensava Ataru, la Roma già dilaga! E lei parlava, parlava...però a guardarla bene, non era niente male, anzi. Poi decise che era il momento di andare sui pattini. E io le dissi che non ero in grado. Ma lei aveva deciso un'altra cosa. I pattini erano due soltanto. Dovevamo sederci su un pattino a testa e precipitarci giù dalla discesa del suo garage. Ataru all'epoca era tradizionalista e cagasotto, preferiva giochi più tranquilli. Non a caso si era portato dietro i suoi amati scheletri colorati di gomma. Roba che adesso i tredicenni girano in macchina. Ma sorvoliamo. La discesa col culo sul pattino fu affascinante. E fu ripetuta più di una volta. Ataru ci stava prendendo gusto, e lei era sempre più carina. Una volta tornati su, ci accolsero con aria sorpresa. Mia madre poi, sapendo la fissa per la partita e il sommo scazzo per l'incontro con la nipotina, era allibita. La giornata proseguì, fanculo alla Roma vedemmo quel fantastico semicartone giapponese che era I-Zenborg, a lei piaceva quando lui e lei si toccavano la mano e davano il via alla trasformazione. E voleva farlo con me. Cominciavo a sudare freddo. Poi sul terrazzo, la conquistai con i miei scheletri, che dunque, cazzo, erano serviti a qualcosa. Poi, sul dondolo stremati all'aria fresca. Fu lì che disse, me lo ricordo, porca puttana, come se fosse oggi, siamo come due amanti. La parola amante, per me, all'epoca era quasi scabrosa, insomma detto da lei, mi veniva duro, diciamolo. Poi, come inevitabilmente succede, si doveva andare via. Non ricordo nemmeno se Annalisa mi salutò per bene, ma quando salii in macchina di mia madre, mi misi a guardare quella rampa del garage, dove qualche ora prima mi sfracellavo con il culo sul pàttino. E cominciai a raccontarlo a mia madre e a mia nonna come se fosse la cosa più bella del mondo. Si sa, da che mondo è mondo, che trovi sempre l'appiglio per inserire la persona che ti piace, in qualsiasi discorso. A me succedeva per la prima volta. Lo avrei fatto milioni di altre volte, ma quella era la prima. E mentre mi allontanavo da lì, speravo di rivederla il prima possibile. Avevo quel magone sullo stomaco, ma di solito prima di allora mi veniva solo per i compiti in classe, per quelli a casa e soprattutto per i difficilissimi problemi grafici che la sadica prof di tecnica si divertiva ad usare a mo' di tortura nelle due ore del venerdì. Questo era diverso. E pensavo alla parola amante e sentivo il brivido. Inutile dire che Annalisa non l'ho più rivista, so però che è diventata gnocca e che se la tira in maniera spropositata. Potrebbe addirittura essere sposata, ma non ne sono sicuro. Di certo questa storia non se la ricorda. Per la cronaca, la Roma perse due a uno, l'unico gol lo fece Cicciobello Desideri su rigore. A ritorno, in Germania, avremmo vinto per tre a uno ai supplementari con gol vincente di, pensa te i casi, Renato. Si vede che ancora non trombava più di tanto.

Ed era già passato più di un mese e io pensavo sempre che l'avrei rivista, Annalisa, dopo quel sette settembre. Lei, la nipotina rompicoglioni, fu la prima che mi fece girare la testa.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 12:34 | link | commenti (5)
categorie: i racconti intorno al fuoco, ottobre2004
giovedì, 22 marzo 2007

 

Solita breve introduzione: 28 Maggio 2004.  Ataru va a vedere Troy con la chiara intenzione di farne un post comico. Ne esce uno dei post più divertenti in assoluto. Ancora oggi mi chiedo che sostanze avessi assunto per scrivere tutto questo. Buona lettura.

ATARU HA VISTO PER VOI:

TROY

( on the air: Carl Orff - Carmina Burana )

PERSONAGGI:

ACHILLE/ BRAD PITT/ EROE AMERICANO/ TOTTI

ETTORE/ERIC BANA/interprete di HULK e quindi così chiamato

PARIDE/ORLANDO BLOOM/LEGOLAS DOPO LA LOBOTOMIA PARIETALE

AGAMENNONE/ FRANCO SENSI PRESIDENTE DELLA ROMA

ULISSE/ FINTO ALTERNATIVO DI SINISTRA

BRISEIDE/LA CALABRISEIDE

MENELAO/IL CORNUTO

EUDORO/SANDOKAN E UOMO SVEGLIA

PRIAMO/COLUI CHE DOVEVA ESSERE CICCIONE

ELENA/LA TROIA.

Il film si apre con Sensi che si bulla nei confronti del presidente della Tessaglia. Voi c'avrete pure il gigante der Peloponneso, ma noi c'avemo Tottigò! Tottigò è in realtà Achille. Allora Sensi chiama Achille e invece Achille sta beatamente trombando con due fanciulle. Gli mandano all'accampamento un frodobaggins qualsiasi a svegliarlo e lui scocciatissimo, si alza, mostra il suo fisico estremamente pompato, arriva in tre secondi sul luogo di battaglia, corre buffo e ammazza il gigante. Poi se la tira con Sensi e se ne va. Tutti festeggiano allegramente in una nota pizzeria al porto di Sparta e intanto Legolas, recentemente lobotomizzato e senza più poteri elfici, si tromba Elena. La quale fa intendere di essere una troia. Carina, ma pur sempre troia. Allora Legolas e la Troia decidono di scappare non facendosi beccare dal Cornuto e chiedono un passaggio in nave a Hulk, che s'incazza ma non diventa verde. Poi arrivano a Troia, un nome un destino, e Legolas presenta la fanciulla a papà Priamo ( due persone su tre, tra cui il sottoscritto, immaginavano Priamo come un ciccione, dev'essere l'assonanza del nome, invece è secco come un chiodo. Delusione). Il Cornuto va da Sensi e gli dice che devono attaccare Troia. Bel pretesto, una donna, per controllare tutto l'Egeo. Mi ricorda qualcosa, ah! Allora partono con le navi, sponsorizzate in modo molto evidente dalla nota marca di abbigliamento No Fear, per via di quegli occhietti in poppa. E siccome Achille è incazzoso e poco convincibile, gli mandano incontro un abile politicante di sinistra, tale Ulisse, barbuto e saputello. Achille parte coi Mirmidoni, che sono una specie di squadra speciale, tra cui anche Sandokan e Patroclo, quello che veniva chiamato sempre da Bracardi ( Franco, non Giorgio, che è quello del Costanzo). Achille diventa l'eroe americano stile Rambo, sbarca sulla spiaggia per primo, ammazza duebarratrecento troiani, decapita una statua di Apollo fatta di cerume, incontra Hulk e non teme l'ira degli dei per aver profanato il tempio di Apollo quello della palla di pelle di pollo. Qui incontra una fanciulla e le risparmia la vita perchè se la vuole chiaramente trombare. No, non è Pollon. E' una ragazza di carnagione scura, capelli mori, un po' terrona: Calabriseide. Sensi si prende gli onori della vittoria e minaccia Achille di non rinnovargli il contratto. Poi si prende Calabriseide e dice che la vuole mettere a centrocampo..sì sì. Intanto Legolas, completamente stupido, propone alla Troia una fuga new age in Asia Minore. Achille va in puzza perchè non tromba e decide di non combattere. Arriva il Cornuto che sfida Legolas, che non si ricorda come si fa a combattere e prende le mazzate. Però Hulk s'incazza, pur non diventando verde, e ammazza il Cornuto. E dire che poco prima Sensi aveva trattato con Hulk uno scambio: Emerson e Samuel per Elena e Troia, che poi insomma erano la stessa cosa. Insomma c'è la guerra. E i Greci prendono un sacco di botte, probabilmente gli aveva telefonato Bush per suggerire la tattica vincente. Allora Sensi prega Totti/Achille di giocare la partita successiva e gli offre Calabriseide. Lui ovviamente tenta di trombarsela nel bungalow con tanto di gratine delicate in legno, parte anche un walzer di Strauss...Strauss??? no era il cellulare polifonico di quello dietro che s'era scordato di spegnerlo...aehm...e comunque arriva Sandokan che li interrompe. Prima Frodo, mo Sandokan...e due! Intanto quel falso magro di Priamo si fida degli dei e di George Harrison, la sua guida spirituale di fiducia. Hulk si rassegna all'idiozia del padre e Legolas, tanto per cambiare, spara troiate. Allora i troiani bombardano i bungalow dei greci e Hulk pensa di ammazzare Achille e invece ammazza Patroclo, mentre Achille stava finalmente trombando con Calabriseide. Sandokan interrompe Achille ( e tre! ) e gli dice che Patroclo è morto. Achille recita il vecchio sketch di Bracardi e urla: "Patrocloooo!". Poi picchia Calabriseide e il povero Sandokan, detto anche Uomo Sveglia. Incazzato nero, il nostro eroe che combatte per la gloria e la fama eterna e sottosotto anche se non lo dice, è un patriota americano, va a chiamare Ettore, sì insomma Hulk. E lo chiama duecento volte, alla fine Hulk esce dalla porta, combattono e qui dai, diventerà verde! Invece no! Achille lo trucida per bene e scarrozza il cadavere fino al bungalow. Poi insomma fanno pace per finta e il Sinistroide propone a Sensi di regalare un bruttissimo cavallo kitsch dell'Ikea ai troiani. Ci si infilano tutti dentro tranne Sandokan che viene incaricato di svegliare ( ma va? ) i Mirmidoni e tornare a casetta loro. I troiani, un popolo di imbecilli creduloni, fanno entrare il cavallo e festeggiano la fine della guerra coi nani e le ballerine. E si rovinano ancora una volta per la religione. Allora succede un gran casino, sbagliano completamente tutti i riferimenti storici, crepano quasi tutti i protagonisti, Achille diventa buono, sta per baciare Calabriseide, ma arriva quell'idiota di Legolas, che intanto ha reimparato a tirare le frecce, e colpisce Achille al tallone di Achille. Era proprio il suo tallone di Achille. Calabriseide piange e non si capisce se per la morte di Achille o per l'imbecillità di Legolas, che nel frattempo si rende conto di averne combinata un'altra. Cheppoi poco prima aveva mollato la spada di Priamo a un pischello di passaggio di nome Enea. Tanto per far capire che forse ci sarà il seguito. La Troia riesce pure a salvarsi e probabilmente nella fuga si fa qualche altro troiano. Un autentico troiaio. La scena si chiude col Finto Sinistroide che dice di essere fiero di aver conosciuto Ettore e Achille. E non sa che per tornare a casa ci metterà dieci anni.

Ecco, detto ciò, posso dirvi che il film non c'entra molto con l'Iliade, ma è liberamente ispirato. Così le inesattezze storiche possiamo passargliele per buone e magari nessun sedicente pronipote cieco di Omero potrà chiedere i diritti d'autore. Certo che Petersen era più bravo quando esordì girando La Storia Infinita. Il miglior attore, ve lo dico subito, è nettamente Eric Bana ( già visto,come detto, in Hulk ) nella parte di Ettore. Ancora una volta gli americani si dilettano con la tradizione europea, avendo loro una storia che effettivamente fa cagare. Però si nota come sempre accade, l'americanizzazione dei sentimenti dei personaggi. Magari ve la spiego un'altra volta...Comunque il film scorre ed è buono per farsi quattro risate, anche se il montaggio e la fotografia non convincono. Quale sarà la prossima storia che gli amici di oltreoceano riprenderanno per farci un film? La Nanni, una che ci vede lungo, dice che faranno The Mussolin.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 01:19 | link | commenti (2)
categorie: magari ve leravate perso, maggio2004
giovedì, 08 marzo 2007

Solita breve introduzione: è appena iniziato l'otto marzo del 2004. L'invettiva contro la festa della donna.  Buona lettura

L'OTTOMARZO

Nella mia crociata contro le feste e festicciole comandate, non può non mancare la festa della donna. Prima che qualcuno mi salti addosso adducendo i motivi storico-sociali all'origine della festività, sappiate che non voglio toccare quell'argomento che è ormai estraneo alla festività in sè. In questa giornata estremamente discriminante, alcune donne prendono possesso della loro femminilità, rivendicano i loro diritti, vanno a cena fuori, si ubriacano e vanno a sbavare davanti a quattro bicipiti cazzuti. Semplicemente disarmante. Eh sì, ce ne sono tante...io sinceramente non capisco come si possa festeggiare una cosa simile, non esiste mica una festa dell'uomo! Magari esiste la festa degli animali, la sagra della porchetta di Ariccia e l'iniziazione della trota salmonata. Ma cazzo, la festa della donna no! Perchè la donna ha bisogno di un festeggiamento  a parte? Non è forse un essere umano? Non è forse anacronistica una roba del genere? Ora mi direte che nei paesi islamici le donne non se la passano tanto bene, e sono d'accordo, ma ripeto, perchè QUI da noi si deve festeggiare (ovviamente in modo commerciale) una scempiaggine simile? Non prendete il mio discorso come maschilista, anzi è tutto il contrario. Senza le donne la mia vita sarebbe una gran rottura di palle, quindi se mi hanno fregato una costola, sono solo che contento. Però, io la vedo come un'emarginazione. Oggi nei supermercati e in giro per strada vedremo le donne dagli uno ai cento anni, col mazzetto di mimose, gentilmente offerto dallo stracchino di Nonno Nanni o dai salamini Beretta, o perchè no, dai Nuvenia Pocket, gli assorbenti col paracadute. Per non parlare di quei poveri sfigati fidanzati, mariti o solamente amici (costoro ancora più sfigati), costretti a passare dal fioraio o a farsi rapinare dal solito famigerato cingalese che staziona al semaforo. L'unica volta che me le hanno chieste, sono andato a sfrondare un albero in campagna, con un cane randagio che stava per sbranarmi, però è stato divertente. Tra l'altro ho riempito un intero portabagagli di una macchina che per il mese successivo puzzava di mimosa fracica (già l'odore della mimosa fresca sembra quello che senti dopo che hai starnutito, figuriamoci dopo qualche giorno...). Che poi io volevo scrivere un post molto più interessante, ma porca eva (ci sta tutto), mi sono ricordato dell'ottomarzo. Dovrò rimandare il post sulle cose che vorrò sapere dopo che sarò morto. Allora care frequentatrici del mio blog, quante di voi domani sera andranno a brasarsi davanti ai california drim men e ai centocelle naitmer? Dai confessatelo! Andrete lì col rametto di mimosa in bocca a mò di ballerina di flamenco femminista? Verserete sciampagn nel pacco dello spogliarellista? E i soldi nelle mutande dell'uomo oggetto? Non so se uscire di casa e andare in giro a fare la controfesta della donna. Vado in un locale di spogliarello di maitresse sessantenni, mi compro Men's Health che regala il cappello di fustagno che fa macho e dolce allo stesso tempo e finisco la serata con la gara di rutti o anche meglio quella di chi schizza più lontano. Chiedo perdono per la volgarità. Tanti auguri a tutte le donne, soprattutto a quelle che non festeggiano.

SEMPRE (PIU') VOSTRO

E INSANO

ATARU

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 03:41 | link | commenti (2)
categorie: ataru quotidiani, marzo2004
mercoledì, 28 febbraio 2007

Solita breve introduzione: 3 marzo 2004. Ataru torna piuttosto  brillo da una serata non proprio indimenticabile nel locale fighetto per eccellenza: l'Art Cafè. La prima e per il momento l'ultima volta. Buona lettura.

DICOTOMìA

on the air: Jeff Buckley - Grace

C'è qualcosa di nuovo che si respira nell'aria di marzo. Tipo il fatto che mi viene da vomitare per aver bevuto in verità un po' troppo. No ma magari intendevo che febbraio si è portato via qualche incertezza, non l'ansia, quella cresce di giorno in giorno. Sai, è cominciato Sanremo, sarà quello? Non ne ho visto neanche un secondo, non può essere. Allora è la consapevolezza delle novità che si avvicinano? Ma chi l'ha detto che sono novità positive? Sopravvivo pensando alle novità e magari lasciandomi dietro il passato, utile anche se dura un giorno, per cullarsi nel ricordo. Stento a farmi capire, sembro Battisti quando si faceva scrivere i testi da Panella, cambio stile, mi visita meno gente, ma sono io. Anche prima ero io, adesso però mi gira di essere io così. "Ti preferisco ora", "eri meglio prima", caro pubblico non pagante, l'ora e il prima fanno parte della contraddizione, ora mi atteggio a seguace dello spleen, prima facevo il cretino, ma chi mi conosce sa che è tutto parte della dicotomìa di Ataru. Mi piace che mi dicano che sono sensibile e mi piace che mi dicano che sono demenziale, fa tutto parte del minestrone. Ok, faccio ironia. Stasera stavo lì che guardavo una ragazza con le sue due amiche, in mezzo a gnocche stratosferiche si perdeva, ma non per me. Io l'ho seguita con lo sguardo, io le ho ballato accanto, io l'ho guardata negli occhi, non aveva l'aria da troiona che avevano la maggior parte dentro quel posto. Era dolce, viso da bimba, frangetta di quelle che perdi la testa. Dopo due ore, la riincrocio e da perfetto rimorchione della discoteca le dico: è da prima che volevo dirtelo, sei troppo carina! E lei: grazie! Fine delle trasmissioni. C'ho troppo la faccia da culo io! Eppure glielo dovevo dire sennò la serata andava in malora. Cheppoi ho pensato: magari lei pensa che l'ho detto a tutte e invece non sa lo sforzo che ho fatto a rivolgerle la parola...magari l'avrei rivolta a tutte le altre ma non a lei. A un certo punto mi sono chiesto pure se aveva un blog, che cazzo va a pensare la mente malata. Ora mi immagino che magari su quel blog scriverà: stasera sono andata all'Art Cafè, trascinata dalle mie amiche, perchè io avrei preferito starmene a casa abbracciata al mio peluche preferito, guardando Santa Maradona e ascoltando un po' di musica, ma mi hanno costretta. Poi è arrivato un ragazzo, non malissimo, ma forse non il mio tipo, che mi ha detto che ero troppo carina. Io, timida come sono, gli ho detto solo grazie, poi lui non ha insistito, peccato, sarei stata curiosa di conoscerlo meglio, ma ero bloccata come sempre. Più verosimilmente sta ancora ballando in discoteca e magari qualcuno se l'è rimorchiata. Se poi ha un blog, preferisco non saperlo. Quarto sbadiglio da quando  sto qua con la bocca essiccata dall'alcool. Il letto chiama e dice: vieni qui ad angosciarti, raccontami qualche altra cazzata, dai che rido pure io. Oddio sta cosa del letto che parla mi ha messo pure paura, un po' perchè immaginarmi un letto che parla è inquietante, - eppoi dove avrebbe la bocca? forse nei pressi del cuscino? - E un po' perchè effettivamente parlare con un letto è largamente insano, già parlo con me stesso, parlo con lo schermo e con l'adsl odiosa che cade ( approposito, da ieri nelle statistiche io sono US networks, direi più figo di Italy). Ma perchè non sono nato nella preistoria? C'era meno da preoccuparsi, secondo me il massimo dell'ansia che ti veniva era perchè non riuscivi a prendere lo struzzosauro con le sue uova. Che cazz'è lo struzzosauro? Ennesimo prodotto della mia mente esaurita, e ora commentate. Ah!

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 03:48 | link | commenti (5)
categorie: fenomenologia dell insano, marzo2004
mercoledì, 14 febbraio 2007

Solita breve introduzione: 14 febbraio 2004. Ataru single manifesta il disprezzo per San Valentino, dopo un pessimo concerto degli Afterhours. Post ormai entrato nella leggenda. Buona lettura.

 

SAN VALENTINO: perchè?

( inevitabilmente Vicolo Corto e Vicolo Stretto)

aggiornamento del post: 14 febbraio, ore 5 e qualcosa, ma splinder è in pausa-coma.

just one loop in my mind: Otto Ohm - Fumo Denso

PROLOGO: vorrei ringraziare sentitamente il signor Manuel Agnelli, voce degli Afterhours, per avermi fatto aspettare la bellezza di 4 ore in piedi, prima di fare capolino sul palco...va bene che costava 6 euro, però insomma la mia schiena e le mie gambe ringraziano davvero di cuore. Se ci sarà una prossima volta so già che dovrò portarmi una sdraio da casa.

Espletata la formalità dei ringraziamenti, passiamo all'amato santo. Dunque la festa più stupida dell'anno ( non me ne vogliano i due amanti diabolici che stanno infestando vari blog in questi giorni.) si celebra il 14 febbraio...anzi no, se la batte con quella dell'8 marzo. Dai dite la verità, avete comprato tutte le minchiate coi cuoricini? e i baciperugina con le frasette di Hitler e Ceausescu?Avete prenotato il ristorantino vista marimontilagoagriturismo col menù fisso di san Valentino? E il leccalecca a forma di citrullo? E come sarebbe questo? No davvero, poniamo fine una volta per sempre a questo scempio. I più informati sulla biografia di Ataru, sapranno che 9 anni fa, proprio il 14 febbraio, egli fu mollato da una ragazza a cui teneva molto. Pensate che ciò abbia influito sul mio giudizio? Assolutamente no! Magari lo ha peggiorato, questo sì. Del resto quell'ape col cuore in mano io l'avevo comprata, poi un mese dopo, per sbolognarla, gliel'ho anche data. Inesperto e sciocco, il giovane Ataru sviluppò oltre l'indifferenza, anche l'odio nei confronti della festa dei rincoglioniti..pardon, innamorati. Oggi come oggi, l'Ataru disincantato si diletta sì come saggio ariostesco ben al di sopra di tali facezie, a vedere la gente che si ammazza per comprare un cioccolatino o un cuore gonfiabile con scritto TVUMDB ( ma cristo, ma come si fa?). Oggi ho visto un gruppo di bimbette sui trediciquattordicianni che cercavano le fregnacce per il fidanzatino di turno. La cosa più bella è stata quando una bimbetta si è rivolta a un'altra consigliandole un qualcosa di abbastanza costoso e l'altra ha risposto: "E MICA M'OO DEVO SPOSà!" Ciò mi fa pensare con nostalgia lacrimevole a quando le ragazze mie coetanee, nel fiore dei tredici anni, arrossivano per un bacio sulla guancia al gioco della bottiglia. E penso: questi ggiovini d'oggi si bruciano subito tutto il divertimento? Passano subito a sesso droga e rocchenrol? Potevo forse nascere dieci anni dopo? Occhei, ma non divaghiamo. San Valentino mi fa comodo perchè mi faccio la ricarica della TIM con i messaggi aggratis, ho trovato qualcosa di utile, sono lieto. Inutile dire che non ho comprato nessun regalo, anche perchè, fatto rilevante, sono single. Se non lo fossi stato, magari avrei fatto regali per 364 giorni l'anno ( anzi quest'anno 365 perchè bisesto), ma avrei evitato accuratamente l'alimentazione di cotanta tristezza. Propongo dunque di formare una sorta di club contro la banalità insita nella nefasta giornata. Con questo regolamento.

Prima regola: non compriamo i tubi Perugina, o meglio compriamoli, perchè i Baci sono fottutamente buoni, ma non compriamoli per San Valentino.

Seconda regola: muniamoci di spilli e sigarette ben accese e buchiamo questi stramaledetti cuori kitsch con scritto TVNCDBA (TeVojoNacifraDeBbbeneAmò)

Terza regola: rechiamoci nei ristoranti eleganti e in quelli da morto di fame e uriniamo sui raviolini delicatosi, le insalatine raffinate e le carbonare ignoranti. Ovviamente facciamolo davanti alle coppiette. A urinare in cucina già ci pensano i camerieri sfortunati in amore.

Quarta regola: vietiamo l'ingresso in qualunque locale, alle coppiette che vanno in giro con mazzi di rose in mano ( comprati dal cingalese di passaggio, con in omaggio una copia del dvd di Eva Henger per lui e di Via col Vento per lei), che si sbaciucchiano oltre il consentito e che sorridono come se fosse la festa loro.

Quinta regola: distruggiamo tutti i leccalecca a forma di citrullo. E prima troviamoli.

Come se non bastasse esiste anche San Faustino, la festa dei singles, il 15 febbraio. Bella cazzata, sì, altra bella cazzata.

Concludendo ragazzi, fate sesso! Come dite? Lo fate anche gli altri giorni? Beati voi! Ma oggi è SAN VALENTINO, farlo è più bello! Avete detto qualcos'altro? Ah vi riferite alla boccia di Sauvignon al metanolo che avevo in mano mentre aspettavo il signor Agnelli Manuel? O all'altra mano con le droghe leggere? No nulla di tutto questo, dolori e deliri sparsi apparte, godo di ottima salute. Solo semplicemente, per dirla alla Fantozzi: sanvalentinoèunacagatapazzesca!

92 MINUTI DI APPLAUSI

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 13:29 | link | commenti (14)
categorie: festività, febbraio2004
sabato, 30 dicembre 2006

Solita breve introduzione: è il 26 aprile 2006. Ataru rende omaggio alla sua vecchia macchinina (nella foto) che va via.  In realtà passeranno altri otto mesi prima che si compia un lieto fine. Arrivederci Gugu. E buona lettura a voi.

UN SEMPLICE OMAGGIO

(on the air: Seal - Crazy)

Questo post è un doveroso omaggio progettato da tempo. Per parlarvi del viaggio a Ferrara c'è tempo, vedrete anche le foto.

Sono un sentimentale io. Non ho mai negato di esserlo. Mi affeziono a tutto ciò che è legato ai ricordi. Nel tuo caso credo che sia anche parzialmente giustificabile essere così dispiaciuto. Nove anni fa ero un ventiduenne di belle quanto vacue speranze, un universitario come tanti, uno a caccia di donne come solo in quell'età si è. Con te al mio fianco avevo un valore aggiunto: quello di essere notato  più o meno ovunque andassi, essere riconoscibile, essere uno che se lo vedi sai che è lui. Grazie a te. E magari era anche scomodo a volte, perchè quando non volevo essere riconosciuto mi beccavano lo stesso. Mi ricordo di traffico cittadino, di una corsa all'aeroporto, di strade extraurbane, come quella volta sulla Tiberina, pioggia torrenziale, marmitta rotta che faceva un inferno, niente lampioni e tergicristallo fuori uso. Volevo chiamare casa, ma dovevamo farcela da soli, io e te. Guardavo la striscia di mezzeria e pensavo che nella vita devono esserci necessariamente momenti peggiori di quello, arrivammo sani e salvi. Sempre colpa delle donne, dico, e quell'episodio non faceva eccezione, del resto il gancio del cancello dove la marmitta si era tranciata, apparteneva ad una ragazza per cui avevo perso la testa, e quella notte anche la marmitta e quasi anche la vita. Cazzo. Ogni angolo di Roma con te, con i miei amici, con i libri, la radio sempre accesa. C'era chi ti odiava, ma alla fin fine ti amavano quasi tutti. Pochi, davvero pochi, sono rimasti indifferenti. Treni in arrivo, birre consumate, sigarette spente e riaccese, sesso, droga, rock 'n roll, mare, discoteche, feste, pizzette calde. Soli, io e te a riflettere, una volta persino la notte di Natale. Quel testacoda davanti all'Olimpico perchè il mio ex amico mi aveva sputtanato con una calabrotta che mi piaceva, incazzato correvo con te sotto il diluvio, - ma cazzo, piove sempre? - la sigaretta rimase in bocca come se nulla fosse successo, non cadde neanche un tocco di cenere, e la musica suonava, siamo ripartiti. E la stranezza a volte, di riascoltare la propria voce in radio, quando andava in onda qualche replica ed era strano alzare il volume per sentire meglio la mia voce, poi divenne normale. Le chiacchiere, quelle sì. Fino a tarda notte, un vizio che non passa mai. Manco se ti devi alzare all'alba. Le telefonate-fiume col braccio, rigorosamente sinistro, ormai addormentato e il sangue che è fermo all'altezza dell'incavo del gomito. Quello stesso braccio perennemente fuori dal finestrino, estate a quaranta gradi o inverno a zero. Una quindicina di mesi fa, c'eri anche tu, durante una serata che avrebbe cambiato in meglio il destino dell'universitario che nel frattempo aveva mollato ed era diventato speaker e giornalista e non ultimo blogger, che in questo preciso caso conta parecchio. Quanti ti hanno detto che sei bella? La gente ancora si gira a guardarti. Altri ti hanno dato della scatoletta o ti hanno sfregiata, stronzi ingrati. Te ne ho dette di tutti i colori per tutti i guai che mi hai fatto passare e i soldi che mi hai fatto spendere, ma alla fine ti ho sempre perdonato qualsiasi cosa. E oggi, o al massimo domani, cara Giulia, detta Gugu da una meteora di passaggio, te ne vai via. Scusa se non ho saputo resistere e qualche lacrimuccia l'ho buttata giù, ma l'ho detto, sono un sentimentale. Non so, credo che in nove anni ci sarebbe da scrivere un romanzo su quello che abbiamo passato io e questa piccola Mini, ma direi che come omaggio va bene così. Mi spiace non postare la foto di noi due, felici, otto anni fa, pensavo di averla sul pc e invece non ce l'ho più e adesso non mi va di levarla dal quadro sul muro. In nove anni si cresce dentro una macchina, nove anni sono una vita; da oggi, una vita fa. Ti voglio bene e ti auguro che qualcuno si prenda cura di te più di quanto ho saputo fare io. Se ti rottamano sono dei bastardi, ma io non ci credo. Benvenuta a Giulia Seconda che apre il terzo capitolo della saga-macchine di Ataru. Perchè non ho mai dimenticato la prima, l'A112, che purtroppo, di lei sono sicuro, non c'è più. Bando ai sentimentalismi.

Mi fermo sulla rampa del garage, indifferente. Seal appoggia alla notte la sua voce morbida mentre porto via anche la catena ed il lucchetto. Buona fortuna, piccola, grande, scassata Gugu.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 02:51 | link | commenti (4)
categorie: aprile2006
domenica, 24 dicembre 2006

Buone feste in stile fattone vintage. Il Greatest Hits va a farsi una vacanza rigenerante e tornerà con l'anno nuovo, forse prima chissà.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 13:01 | link | commenti (1)
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sabato, 09 dicembre 2006

Solita breve introduzione: sette marzo 2004. Il giovane Ataru incassa delusioni su delusioni ed esce questo saggio post. Io stesso verso la fine dico che potrei cambiare idea, e infatti oggi come oggi l'ho cambiata, mi riconosco solo parzialmente in queste mie vecchie idee. Eppure continuo a considerare questa teoria tra le più interessanti e vere eviscerate dal mio blog. Sono più responsabile o mi vanno solo meglio le cose? Chissà, intanto Schumacher s'è ritirato dalle corse. E la Teoria degli Inizi è qui per voi. Buona lettura.

 

voglio una vita fatta di inizi

on the air: Evanescence - My Immortal

Mi metto in bocca una Ricola melissa-limoncella ( anche se qualcuna, perinterpostapersona dice che il Benagol è una piacevole droga) per tentare di eliminare il raschiamento da fumo di fine serata. Un raffreddore ancora latente e per questo fastidioso. Poi con ogni probabilità arriverà la tosse. Per un paio di mesi. Ecco perchè vivo con l'incubo di prendere il raffreddore. Sto aspettando l'inizio del gran premio (che poi nel frattempo è iniziato), sperando che almeno quest'anno non vinca Schumacher. E ho anche dato un volto a Luca De Capitani, quello delle telecronache sceme di Pro Evolution Soccer 3, che gioia. E Masini ha vinto. Ma non sono qui per fare il riassunto degli eventi attuali.

Presto o tardi tutto finisce. Questo è il vero motore del post. Finiscono le amicizie per una lite, per un allontanamento di lavoro. Finiscono le storie d'amore, ma anche ciò che dura poco finisce prima del previsto e non vuoi perdere le persone definitivamente. Alcune inevitabilmente le perderai come granelli di sabbia, che passati al setaccio finiscono per cadere giù. A volte anche il logorio ti fa perdere le persone, non è mai piacevole, per esempio, capire che dall'altro lato del telefono, una persona si annoia a parlare con te. E capire che ha ragione, perchè anche tu ti stai annoiando. E prima non succedeva. Non è piacevole salutare con un semplice messaggio carino persone che vanno via e che sai che forse non rivedrai mai più. All'inizio è quasi tutto bello. Cominciare qualcosa, di qualsiasi cosa si tratti, ti dà entusiasmo, voglia di continuare a viverla in un certo modo, gradevole incertezza su ciò che sarà. Poi la mutevolezza dei pensieri porta a un cambio radicale. Io lo sapevo. Però forse ammetterlo a se stessi è più duro. Ora non ho paura di ammetterlo, io non sono stabile. E non lo sono mai stato. Bello avere almeno una certezza, no? Non ho voglia di passare una vita noiosa appresso a quello che succede e farlo continuare per anni, se non addirittura fino alla fine. Non sono portato per questo, ora me ne rendo conto. Avere dei punti di riferimento serve necessariamente per evitare di restare soli. Ma, so bene, che se voglio stare solo, ho il tempo e la possibilità di farlo, se voglio che qualcuno mi stia accanto, trovo tutte le persone che voglio. L'importante è non affossarsi in cose troppo lunghe. Perchè tanto prima o poi, tutto deve finire. E si ricomincia da capo. Da quell'inizio che è sempre bello. Una vita di inizi sarebbe bellissima. Senza altre preoccupazioni, ogni giorno iniziare qualcosa di nuovo, sempre con l'entusiasmo alle stelle, senza mai annoiarsi. Perchè ogni inizio è diverso. I primi giorni, le prime telefonate, le prime volte (dal sesso a indossare una felpa nuova, dal primo giorno di scuola a quello di lavoro), i primi piatti (no questi non c'entrano), le prime emozioni provate, tutto condiviso ogni volta con persone diverse, in situazioni diverse e a volte in luoghi diversi. Ecco, io vorrei una vita di inizi, perchè non sono capace ad andare avanti. Tutti siamo così, chi più, chi meno, io sono un caso patologico ( da questo discorso vorrei però in parte, lasciar fuori le amicizie, quelle vere.) Possiamo definirla paura della fine o semplicemente perenne voglia di cambiamento, il succo non cambia. La stabilità la lascio ad altri; a chi si sposa (e tanti auguri), a chi si trova un lavoro sicuro, sempre uguale, guadagnando poco o anche tanto ( basta non pensare alla monotonia) o a chi è convinto che l'inizio sia soltanto il primo passo per la felicità. Per me tutto ciò non esiste. Esisteva nella mia mente bacata di qualche anno fa, o semplicemente pensavo che esistesse. Tutte proiezioni. Ora continuo a godermi gli inizi, chissà magari un giorno cambierò idea. O forse no. E' più facile finire qualcosa che è all'inizio che continuare a perseverare per arrivare a una fine più lunga, più lenta. Ecco io ora non so se mi sono spiegato, perchè ho dei dubbi su ciò che detto. All'inizio dell'insano post, ne avevo, ovviamente, di meno. Schumacher è primo. Noia.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 14:16 | link | commenti (4)
categorie: fenomenologia dell insano, marzo2004
domenica, 26 novembre 2006

Solita breve introduzione: 2 marzo 2004. Non voglio dire molto in più, se non che le cose cambiano. Adesso sono un giornalista, ho il vizio del fumo e ascolto il rock senza problemi. Come sempre, buona lettura.

DOMANI SI PARTE!

Oggi ho deciso che sarà una giornata speciale, si avvicina la partenza per il mare, la mia prima vacanza da solo, sì, c'è F. che ormai si è messa con S., ma ho deciso di non pensarci più, siamo tutti troppo amici e mi aspettano, ci aspettano, quindici-giorni-quindici al mare, nelle Marche, l'Adriatico....anche se c'è lei, me la scordo di sicuro. Poi è bello vivere, non è passato neanche un mese da quando ero lì per precipitare nei vortici maligni di quel mare schifoso del litorale romano, mi è passata anche quella fottuta malattia, quella broncopolmonite e quella febbre fissa ogni giorno. Ma tanto sono uscito lo stesso, non mi potevo mica fermare, io ho un fisico da roccia, ho 18 anni, ma che siamo matti? Ho passato la maturità e mi sono anche divertito, che bello sentire di aver preso sette e mezzo al tema, dopo tre anni in cui la bastarda mi dava sempre cinque meno meno, come a quasi tutta la classe del resto. Ho deciso che farò giurisprudenza, non so se sarò  in grado di fare l'avvocato, ma tanto cosa devo fare? Il giornalista? Sì mi piacerebbe, ma...vabbè lasciamo stare, ora voglio uscire. Ho montato sto Pioneer sull'A112, l'aria non è caldissima, mi compro le sigarette, vabbè 2600 lire, così mi atteggio un po'. Dai, attacco "What is love" di Haddaway, poi mi sento tutta la cassetta degli 883, quel biondino è inutile, ma le canzoni mi piacciono. Oppure i Dire Straits? Bè altro livello, il rock mi intriga, anche se i miei amici non lo ascoltano. Imbocco la Trionfale, arrivo un po' più giù e becco tutti, mi prendo il solito gelato, stasera uscitina prepartenza, magari birretta al Pink Panther e domani prendiamo il pullman a Castro Pretorio. Cazzo, c'è "Vivere" di Vasco, tra questa e "Stupendo" non so a quale mi sento più vicino. Sono allegro di essere ancora vivo, ma sento sempre un po' di malessere, chissà perchè. Ho davanti il periodo di vacanza più lungo della mia vita, devo solo cercare di godermelo senza pensare a niente. Eppure ci penso un po'. E accendiamo sta sigaretta. Sono arrivato a fumarne quasi una decina al giorno, ma alcuni giorni ne faccio a meno, credo che non prenderò il vizio, come non lo ha preso mamma. E' di famiglia, non sarò schiavo del fumo. Ecco il Kilimangiaro, ecco gli altri, eppure quei due non ce li vedo bene insieme, forse lei stava meglio con me o con D. Ok, ok non ci penso, l'Adriatico mi aspetta, prendo crema cioccolato e panna, me lo voglio sbranare sto gelato! Le giornate già si accorciano accidenti....si nota anche con l'ora legale! Estate fresca questa, sento che mi divertirò...bello questo 15 luglio 1993.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 14:02 | link | commenti (10)
categorie: racconti brevi, marzo2004
sabato, 18 novembre 2006

Solita breve introduzione: 19 febbraio 2004. Mi trovo costretto a continuare con questo prolifico mese, e ho pure saltato il post di San Valentino che verrà riproposto più avanti. Qui si parla di dialoghi con l'altro io coscienzioso, che in quel periodo utilizzavo spesso, e del fatto che qualcuno li avesse copiati (sempre la famigerata Adiastematica/Rebecca Tomasevskij) ed è una risposta a chi crede che un blog sia necessariamente monocorde o indirizzato solo verso un certo tipo di ironia, tipo quella che fu definita "alla Panariello" proprio nei commenti al post precedente e sottostante. Come di consueto, buona lettura.

Della versatilità

(Largo Augusto)

Questo è un comune esemplare di Echinocactus Grusonii Albispina, soltanto una delle piante grasse della mia vasta collezione. Vado fiero della mia collezione, iniziai che avevo 8-9 anni e dopo una pausa di qualche anno, ho ripreso le mie incursioni dal vivaio vicino casa....quando vado lì, magari col cuginetto Nick, passiamo piacevoli mezzore nella serra tropicale a contemplare ed analizzare queste piante così strane nelle loro forme e nel loro modo di vivere. Ho letto molti libri e le ho catalogate tutte. Sembra anche un po' triste, a volte pensiamo che ci scambino per due gay che contemplano i fiorellini. Ma una passione è una passione, e le passioni, di qualsiasi tipo siano, vanno assecondate. Non mi interessa cosa possa pensare un passante. Lo stesso vale per il blog. Per questo ho deciso di condividere con altri anche questa passione per le piante grasse. Non so se sia originale, certo mi sembra singolare.E quando ne muore una ( che magari è cresciuta con me) mi dispiace molto. Non scherzo. Se scherzassi avrei detto: un cavallo entra in un bar e il barista gli fa: "come mai quel muso lungo?". La versatilità mi sembra fondamentale anche in un blog. Si passa dal discorso semiserio alla cazzata, dall'originale al banale, dal raffinato al triviale. Questo è il mio blog. E, volo pindarico immediato, il signor io numero 2 , mi suggerisce ciò: ora metti la foto di quella che per te è una delle donne più belle del mondo, così la versatilità in questo post è ancora più evidente. Il signor io numero 2 mi ha anche detto che dopo averlo palesato, ha visto che in altri blog sono comparsi tanti ii numeri 2. Deh l'originalità! Ma del resto tutti ci troviamo ogni tanto a fare i conti con la coscienza parlante.E ha suggerito a me, all'io numero 1, di tralasciare il discorso, perchè è cosa assai comune che si dialoghi con la coscienza. Ed ecco a voi Liv Tyler:

Non detengo, ahimè, canottiere arancioni. Quella che sta stirando non è la mia. Io non ho calendari attaccati al muro, però sono sensibile al fascino femminile. E lei ha fascino. Mi piace e lo sbandiero ai quattro venti, le farei di tutto, sono uomo, e come tale un po' maiale. Di conseguenza anche i bassi e banali istinti ormonali maschili sono presenti su questo blog.Se non fosse così mi preoccuperei. La satura lanx era un piatto misto antico romano composto da parecchi ingredienti, da qui nacque la satira, quella vera, quella di Petronio e quella menippea. Una specie di mosaico, di puzzle di bassi istinti, alte sensazioni, banalità e originalità. In una sola parola: versatilità. Fine della lezione.

A la prochain.

postato da: AtaruMoroboshi alle ore 03:42 | link | commenti (5)
categorie: blogcirconferenza, febbraio2004